A questo proposito il consiglio di presidenza presieduto dalla Tasso si espresse sull'arrivo del nuovo problematico alunno. Fernando Tortiglioni detto Hare Krisnah, collaboratore della Tasso era una di quelle persone che pondera ogni parola del discorso prima di pronunciarla; il tono della voce era decisamente "induista", un procedere lento come il corso del fiume Gange che però faceva venire il latte alle ginocchia alla Perfida Tasso abituata a cantarle chiare a tutti e in qualsiasi condizione. E' inutile dire che per Tortiglioni Luca Zaccagnini detto Elvis andasse accolto e gli andava concessa la massima fiducia. Anche l'altro collaboratore lo scultore Giuliano Gabardelli detto Sidol era molto umano e comprensivo, un "pappamolla" diceva Franz, e quindi tutti si dichiararono disponibili non solo ad accoglierlo, ma anche ad aiutarlo a recuperare il programma di studio non svolto. Anche Elvis stesso si dichiarò disponibile, infatti cominciò a cantare a squarciagola Good Rockin' Tonight con tanto di riff e sbattimento di tacchi degli stivali sul pavimento. La perfida Tasso diede di matto e, come di prassi, dopo avergli consigliato di ciucciare il pomo dell'ombrello, lo minacciò formalmente di prenderlo a calci nel culo, tanto per essere chiari. Per tutta risposta, Luca Zaccagnini, distribuiva pacche sulle spalle a Hare Krisnah e Sidol e cominciò a chiamare Manu la professoressa Manuela Tasso, che diventava sempre più perfida.
Intanto fuori e dentro l'edificio di via Micca, il 1977 impazzava. Era un Movimento strano quello del Settantasette. La politicizzazione stava trascolorando in qualcosa di più e di diverso. Non furono solo anni di piombo ma anche anni di piuma (pesa di più un chilo di piombo o un chilo di piuma?). Infatti fecero la loro comparsa, anche al liceo artistico , gli indiani metropolitani. Insapettatamente alcune delle Belle e maledette furono affascinate prima dagli "indiani" poi da Osho Rajneesh, da «Re Nudo» e da tutto l'arancionismo circolante. Qualche significativa defezione dalla politica ci fu anche nelle Consapevoli del proprio ruolo. Persino il Luserta chiese con un certo interesse cosa fossero gli Indiani metropolitani, solo che lo chiese a Franz che rispose: «Quelli che digiunano alla stazione della MM di Loreto». Il Luserta che amava la storia disse che il nome Loreto gli ricordava qualcosa e Franz con la solita dose di crudeltà puntualizzò che siccome era difficile che lui sapesse che ci fosse stata la caduta del fascismo e nelle Marche sicuramente non ci era mai stato, era probabile che Loreto fosse il suo pappagallino. Luserta si dichiarò soddisfatto della risposta e Franz. Anche Roby Paganelli detta la Rouge ormai non parlava più di Lotta Continua ma delle filosofie orientali e non mi sarei stupito più di tanto se Manuele Biancofiore detto Che Guevara si fosse trasformato in un situazionista detto Guy Debord.
Nessun commento:
Posta un commento