Pagina 76 6. Rinascimenti cronici

Dopo il concerto, Enza Molinari vero deus-ex machina della serata, aveva organizzato una cena in onore di Francesco Guccini; in fondo era lui quello che amava le osterie di fuori porta e così l'allegra brigata si trasferì sull'argine di una risaia, in uno di quei posti che quando cala la nebbia sembrano non esistere o esistere solo nella testa di qualche ubriaco. Il gruppo era relativamente ristretto ed era composto dalla nostra classe, da qualcuno dei nostri rivali del corso A e da alcuni insegnanti delle due classi: Andrea Bardi, Paolo Faustino Belletti detto il Maestro, la Perfida Tasso, il pittore di donne velate Cesare Spagnolini e altri "compagni di merende" raccattati strada facendo. La trattoria era uno di quei posti pieni di fumo, dentro quello delle sigarette, fuori quello della nebbia. A Francesco, ormai facevo parte della crème de la crème del liceo e potevo chiamarlo così, piacque molto: lui amava le tradizioni popolari, la campagna, la cucina ruspante. Tutti i cantautori amavano le tradizioni popolari: De André, Dalla, Guccini. Le amavano perché non le avevano mai conosciute oppure una volta conosciute avevano cambiato aria. Era evidente che gli unici ad avere addosso "puzza di popolo" eravamo Franz ed io. Ma andava bene così. Il Maestro Belletti non perse l'occasione di sedersi accanto a Guccini ed incominciare a raccontare di sé e di quando con Vincent Van Gogh e Mario Del Monaco aveva cantato L'anello del Nibelungo a Bayreuth; inutile scendere in dettagli o rilevare incongruenze, lo capì subito anche Guccini che, aveva capito al volo il personaggio. La cena fu esattamente il contrario di un pasto frugale, come capita sempre in queste occasioni. C'è da dire che in quegli anni i vegani erano ancora al di là da venire e i trigliceridi li conosceva solo la perfida Tasso per via della materia che insegnava. Gli altri erano tutti scarsamente preparati in proposito e molto più attenti a godersi la vita che non a farla durare a lungo. Guccini apprezzò molto fritti e fritture, salami e salamelle. Apprezzò anche che Manuele Biancofiore conoscesse tutte le sue canzoni e apprezzò ancora di più che non le interpretasse adesso dopo la cena. A lui, preferì una serie infinita di grappe e grappine. Alle prime ore del mattino la compagnia si sciolse. Guccini fu riportato in albergo da Franco Brugliano detto Bru-Bru che essendo "architetto professionista" e non "militante" aveva un sacco di soldi ed era l'unico a possedere una bella auto. Con quella cena si concluse quel periodo di lotte e l'occupazione del liceo. 


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