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Al Maestro, naturalmente, non parve vero di poter raccontare qualche episodio di vita vissuta in compagnia di Brecht, che, naturalmente diceva di aver conosciuto e del quale, diceva essere stato "compagno di merende"; per la precisione Frustruckcammerate, almeno così disse Masselli a cui piaceva rimestare nel torbido, soprattutto quando si trattava di castronerie, incoraggiava il Maestro ad utilizzare questa sua conoscenza intima con Bertolt Brecht, per dare maggior vivacità alla rappresentazione dell'Opera. Borsieri dal nervosismo aveva ormai masticato tre o quattro bocchini della pipa di radica. Fosse stato per lui, Paolo Faustino Belletti non avrebbe trovato posto nemmeno tra il pubblico, altro che regista! Belletti però non si fece sfuggire l'occasione e rammentò di aver lavorato per anni al Volksbuhne di Berlino. Franz diceva che spazzava i camerini, ma lui era sempre il solito disfattista.

Durante un sopralluogo sul palco il Maestro, accolto dal direttore del teatro diede il meglio di sé, presentandosi con una cavatina, parlando del pittore Mario Cavaradossi e affermando di essere parente di Giorgio Strehler, insomma un normalissimo "colpo da Maestro". La preparazione dello spettacolo occupò tutto il mese di novembre e fece consumare al teatro tonnellate di polistirolo che il Maestro Belletti utilizzava in quantità industriali per produrre il nulla. Il compito appariva quanto mai arduo. Tra le varie difficoltà vi sarebbe stata quella di trovare un interprete degno delle musiche di Kurt Weil, per non parlare della scelta su chi dovesse interpretare la parte del criminale Mackie Messer e della sua donna Polly Peachum, nonché a chi affidare il ruolo del capo della polizia Tiger Brown. Ma il regista, Maestro Faustino Belletti, su canagliesco consiglio dello Scrittore Sebastiano Masselli, fugò ogni dubbio: per le musiche di Kurt Weil non c'era problema, Manuele Biancofiore detto Che Guevara sarebbe stato perfetto, la parte di Mackie Messer sembrava essere tagliata su misura per Franz Mauer, Roby Paganelli detta la Rouge non poteva che essere la donna di Mackie, mentre il capo della polizia doveva necessariamente essere Lugi Mondini detto Luserta. Andava da sé che il lumpenproletariat londinese dovessimo essere noi. Franz fu l'unico vero personaggio credibile, delinquente e teppista senza sé e senza ma. La rappresentazione fu un disastro, per fortuna Bertolt Brecht l'aveva intitolata Opera da tre soldi così non si sarebbero create eccessive ambizioni, né negli attori né, tantomeno, negli spettatori; in fondo si trattava di "teatro didattico" come ci aveva insegnato Borsieri. La recitazione fu in gran parte improvvisata, il pubblico distratto, la morale stessa dell'opera brechtiana in Italia non costituiva nemmeno chissà quale novità, visto che da secoli qui i delinquenti sono premiati. la Rouge fu subissata di fischi e le fu suggerito quale dovesse essere la sua vera professione.  

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