Il nuovo anno iniziò alla grande un po' come il precedente: il tetto dell'aula di Figura Uno dove posava la modella vivente era rotto con la prevedibile conseguenza che la pioggia di quell'inizio d'autunno filtrasse abbondantemente nell'aula dove la "modella vivente" rischiava di trasformarsi in una "modella morente" per freddo e umidità. Ma, spiace dirlo, ogni piccola catastrofe edilizio- scolastica, portava la gioia nei cuori. I motivi per manifestare sarebbero aumentati a dismisura. Così, quell'ottobre fu caratterizzato da una ripresa in grande stile delle lotte studentesche. Le rivendicazioni andavano dalle strutture fatiscenti alla pace nel mondo, come è tradizione di ogni lotta di studenti di ogni tempo e latitudine.
Così cominciò una nuova stagione di scioperi, blocchi stradali, cortei che per noi erano fonte di gran divertimento. Tutto ciò ci inebriava anche se alla base delle nostre manifestazioni vi erano motivi reali e tangibili. L'anno si annunciò subito in salita anche per le materie scientifiche. La professoressa Milva Pino era sempre più demotivata a causa della ostentata disattenzione che la classe riservava alla sua materia, matematica. Mentre la professoressa di scienze, Emilia Ferrarese stava vivendo un periodo davvero cupo. La responsabilità delle sue sventure poteva essere imputata sicuramente al preside del liceo il professor Giannino Merlotti. Questi, benché sincero democratico aveva dovuto prendere un provvedimento odioso, ai limite del disumano. Aveva infatti proibito alla professoressa Ferrarese di portare con sé nelle ore di lezione la cagnetta Trinacria.
La Ferrarese cadde in una profonda depressione per la crudele separazione dalla bestiola, tanto che, molto spesso, durante le ore di lezione non faceva altro che fissare la Venere di Milo che campeggiava sul fondo dell'aula 18. Qualche segno di questo disagio lo aveva già evidenziato durante le interrogazioni quando al momento di dare il voto chiedeva quanto avessimo meritato nell'interrogazione precedente per sapersi regolare. Franz aggiungeva sempre mezzo punto, tanto che prima di Natale era ormai vicino alla media del 9,72 (pur essendo partito da 3,24). Franz fu il primo a intuire la tragedia umana di cui era vittima la Ferrarese e in proposito disse: «E’ una povera scimunita». Ma inaspettatamente quella vicenda toccò anche il cuore delle Belle e maledette e quello delle Consapevoli del proprio ruolo, mentre le Sorelle Materassi conservavano il loro olimpico distacco. Un giorno le femmine presero la situazione di petto e cercarono lo scontro con la presidenza. Fecero indire un'assemblea di Istituto e all'ultimo punto all'o.d.g ecco spuntare: situazione professoressa Ferrarese. Così nella palestra dopo aver sentito tuonare Lalla De Ambus contro Kossiga e Andreotti, contro la Fiat e il padronato, ecco che fece capolino anche la cagnetta Trinacria. Il professor Monia presente all'assemblea cominciò a sghignazzare sguaiatamente, dimenticando la sua appartenenza alla Gauche bobo (che un giorno vi spiegherò che cos è).
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