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Secondo le regole del Feng Shui a decidere del destino degli umani non è solo il segno zodiacale, le influenze astrali, la volontà di Dio o il culo nella vita. Secondo questa antica filosofia cinese anche gli edifici dove viviamo, lavoriamo o altro, hanno la loro bella influenza. Conta come sono composti, dove e come sono posizionati. Ci sono edifici che vengono costruiti in luoghi privilegiati, all'incrocio di fonti di energia, in posizioni armoniche dove lo yin e lo yang permettono di sviluppare positività negli individui e tra gli individui. Sempre secondo il Feng-Shui, anche la posizione dei mobili in una casa conta molto: mai posizionare uno scrittoio tra due finestre che si guardano, i flussi di energia positiva e negativa turberebbero il pensiero; così come non mettere mai il letto con una porta alle spalle, renderebbe inquieto il sonno, non tenere fonti d'acqua vicino a fuochi, non mettere insieme coltelli e stoffe. Insomma il Feng-Shui ci detta una serie di regole perché il luogo sia favorevole all'armonia. Via Micca era esattamente il contrario del Feng-Shui. Il liceo doveva essersi posizionato esattamente nel luogo dove correnti magnetiche e sotterranee andavano a scontrarsi con lo spirito degli angeli ribelli che si accapigliavano con Caron dimonio nel luogo dove passava il meridiano del diavolo e sotto il quale era stato seppellito Frankenstein. Altrimenti la storia del liceo non si sarebbe potuta spiegare.

Effettivamente, anche da un punto di vista strettamente architettonico, l'edificio era, se non inquietante, almeno originale. Oltre al chiostro detto l'acquario dove i pesci erano gli studenti perennemente a zonzo, esistevano due ponti coperti di passaggio che univano l'ex convento all'edificio attiguo. L'interno era fatiscente ma la fatiscenza portava con sé un fascino indiscutibile. Avendo ospitato, prima del liceo artistico, il pregiatissimo liceo classico “Giuseppe Mazzini” le mura trasudavano di cultura, le aule conservavano l'eco della parole di Tacito, di Cicerone, di Livio. Ma il “Giuseppe Mazzini” non lasciò solo echi della cultura classica. Il precedente liceo si sbarazzò anche di un giardino zoologico di animali impagliati e imbalsamati e, per essere precisi, ci lasciò in eredità nei vecchi e giganteschi armadi tutta una serie di volatili dall'aspetto vagamente sinistro. Dissero che avevano lasciato in eredità al liceo artistico quegli animali simbolicamente legati alla conoscenza (cosa di cui secondo loro faceva difetto negli artisti), come buon auspicio per il futuro della scuola. Notoriamente la civetta è simbolo della filosofia e della saggezza. Franz disse che era il simbolo della sfiga, ma si sa che lui era un semplificatore estremo.


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