Sui capelli si potrebbe scrivere un trattato ma per risparmiare tempo si può dire che di solito erano lunghi e mossi. Le Belle e maledette usavano farsi lo chignon fissandolo con una matita Koo-I-Noor o con una “miretta”. Quando lo dissi all'Angelica dovetti spiegare dettagli tecnici e cioè che la Koo-I-Noor non era il diamante conservato nella Torre di Londra, ma una marca di una matita da disegno e che la “miretta” era una bacchetta con due occhielli metallici di diversa forma alle estremità che serviva a modellare la creta.
Ormai ero nel mondo dell'arte e non sapevo quanto quei due poveri genitori appena alfabetizzati avrebbero potuto capire del mondo dell'arte, delle “mirette” e della Koo-I-Noor. Mio padre disse che quei nomi gli facevano pensare che sarei rimasto disoccupato. Ma si sa i genitori tendono sempre a drammatizzare. Dopo le belle e maledette, c'erano le Consapevoli del proprio ruolo. Queste parlavano solo con un megafono davanti alla bocca, invece della manovella della macchina per la pasta giravano la manovella del ciclostile giorno e notte anzi soprattutto di notte perché al mattino c'era il “volantinaggio” che io pensavo fosse un piccolo volante come quelli delle automobiline a pedali del Parco dei Bambini. Le Consapevoli non avevano pietà per nessuno, parlavano solo di Vietnam, di picchetti, di donne violentate e volevano che i ragazzi si tagliassero il pisello. Anche mia nonna Fedora voleva tagliarmi il pisello quando facevo la pipì fuori dal vasino, ma suppongo che il senso fosse leggermente diverso. Infine c'erano le Sorelle Materassi, che erano solo due, Ragni Desirée e Ragni Evelina; le battezzò così il mio compagno Franz perché diceva che le ricordavano due sorelle della televisione che non trovavano marito. C'erano poi altri tre maschietti ma in un simile pollaio avevano poco da fare il galletti.
Dopo il primo mese di scuola avevo la testa piena di confusione. Mi ero abituato alla moquette blu ma meno alle persone che ci camminavano sopra. Le lezioni si alternavano e cominciavano a complicarsi le cose. Nell'ora di figura disegnata il professor Lander posizionava La dama col mazzolino del Verrocchio al centro dell'aula e noi in cerchio seduti sugli sgabelli con una tavoletta sulle gambe copiavamo. Disegnare non è un'operazione semplice, richiede attenzione, osservazione, razionalità e culo. Io ammetto che sono sempre stato carente dell'ultima caratteristica (e della modestia).
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