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Ci si palesò come insegnate di disegno geometrico e architettura circa un mese dopo l'inizio delle lezioni poiché in quegli anni bui, che qualcuno definì addirittura “di piombo”, gli insegnanti non venivano nominati tutti il primo giorno; potevano passare mesi prima che l'insegnante di ruolo andasse a coprire la sua cattedra, più o meno come adesso insomma. Così dopo un paio di mesi entrò nella sala con la moquette blu anche Libero Borsieri: lui aveva una barba che ricordava quella di tale Federico Engels (socio in affari di Carlo Marx), che spesso citava per via delle origini della famiglia e della proprietà privata. Sì, perchè forse quei quattro allocchi che oggi si riempiono la bocca con i termini di "unioni civili" non sanno o fanno finta di non sapere che nel 1973 il professor Libero Borsieri ci metteva già in croce allora con il fatto che tra le tante nefandezze del capitalismo c'era anche quella di aver inventato la famiglia e per suffragare le sue parole citava a memoria pagine e pagine de L'origine della famiglia della proprietà privata e dello Stato. Indossava un papillon che diceva essere segno della corporazione degli architetti, ci disse che anche Le Courbusier e F.L. Wright lo indossavano; il problema era che io non sapevo chi fossero questi due signori, ma, ormai avendo capito la lezione, annuivo con convinzione. Se lo aveva detto, doveva essere vero e se era vero conveniva condividere platealmente. La “cavietta” di Pavlov stava imparando la lezione. Ma perché il professore di disegno geometrico si occupava della nascita della famiglia? Perché, il disegno geometrico e l'architettura cos'erano se non strumenti dello Stato Imperialista in mano al capitalismo usate come armi contro il proletariato? Ormai avevo capito, tutto doveva aver inizio e fine con la politica, erano anni così, eppure spesso mi trovo a rimpiangerli. Il professor Borsieri ci disse che i libri di testo che avevamo in dotazione dovevano essere integrati con una serie di altri volumi che sarebbero diventati i nostri strumenti quotidiani di lavoro ma anche le nostre “armi per la distruzione della società borghese". Franz disse subito, «'Sti cazzi.» Le sorelle Materassi sorrisero, le Belle storsero il naso e le Consapevoli approvarono con entusiasmo. Di fatto dopo qualche mese di scuola non avevamo ancora tirato una riga che era una riga, ma avevamo acquisito una coscienza di classe, anzi due, una relativa al fatto che eravamo la classe 1B e la seconda che appartenevamo tutti al proletariato militante (anche la figlia del farmacista, del notaio e dell'avvocato). Borsieri non aveva mezze misure o si stava con lui o si era contro di lui. Io stavo con lui. 

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