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Aveva due grandi passioni artistiche Giorgio Morandi, che io credevo essere il papà di Gianni quello che cantava a Sanremo e Piet Mondrian, uno che tirava righe senza righello a tutto spiano e dicevano che avesse inventato l'astrattismo. Pativa molto il freddo della pianura tanto che si copriva, anche in classe con un cappottone lungo fino alle caviglie. Il primo esercizio cui ci sottopose fu la copia di famigerate “stampine”, ovvero riproduzioni di incisioni di questo Giorgio Morandi. Il Morandi non sembrava essere un uomo molto fantasioso visto che nelle stampine” che il professor Bardi strappava da un libretto sgualcito, non c'erano altro che bottiglie sghimbesce, bicchieri, barattoli. Il professore invece ci diceva che Morandi era un grande artista, uno dei più grandi artisti italiani del Novecento e che avevano fatto più i suoi barattolini contro la retorica “piacentiniana” e fascista che non lo sbarco in Normandia. Queste teorie suscitavano la viva protesta delle Consapevoli del proprio ruolo (quelle col megafono davanti alla bocca), mentre le Belle e maledette (quelle con la matita nello chignon), lo guardavano rapite; le Sorelle Materassi lo guardavano e basta, mentre io guardavo la moquette blu. Bardi era pure lui un “sessantottino”, ci raccontò subito che quando nel 1966 Firenze fu inondata da una terrificante alluvione, lui fu tra i primi ad unirsi ai cosiddetti "angeli del fango" per salvare il salvabile di tutto quel patrimonio artistico messo a rischio dall'inondazione e fu anche tra i primi a tirare palle di fango ad Amintore Fanfani, un famoso presidente del consiglio che con un candido impermeabilino bianco «L'hera venuto come un grullo a far mostra di sé sistemato su una portantina sostenuta da quattro bischeri come se l'era il Papa.» Io pensai che il professor Bardi stesse recitando un pezzo della Commedia dantesca, invece lui si esprimeva proprio così ed era necessario farci l'abitudine. Comunque sia Bardi era stato un contestatore e, un po' come Monia, continuava a contestare. Quindi meglio togliersi dalla testa di disegnare foglie d'acanto, metope e triglifi per ore ed ore e incominciare ad acquistare il De Micheli. Va precisato che per me foglie d'acanto, metope e triglifi potevano essere frutta e verdura del banco della Signora Rosina dove l'Angelica andava a fare la spesa, ma comunque mi adeguai e andai con papà Renato a comprare il De Micheli


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