Altra soluzione non ci sarebbe stata visto che Amnesty International era ancora di là da venire e la dislessia non era considerata un disturbo dell'apprendimento. La professoressa Ferrarese che era donna che non amava passare per fessa, passò per fessa, poiché credette davvero che fosse il suono della campana. Alla sua uscita la classe esplose in un boato liberatorio e divertito ma la vicenda fece cadere in uno stato di prostrazione le Consapevoli del proprio ruolo che capirono che spesso la strada più breve tra due punti non è l'arabesco. Fu un colpo difficile da incassare ma per una volta la praxis aveva vinto sulla teoria, insomma Franz si salvò dal supplizio.
Nell'intervallo Roby Paganelli detta la Rouge si avvicinò a noi maschietti e guardandomi negli occhi mi disse «Vi avevo sottovalutati». Io, anche forte dei miei Levi's, del Boul Mich, di Umberto Eco, e del Dr. Freud, risposi "Lo so." Il liceo artistico cominciava a piacermi davvero e così anche le tette della Rouge (ma questo era “personale” e non “politico” anche se le Consapevoli continuavano a ripetere che il personale era politico, generando in me una certa confusione). Mercoledì 5 dicembre del 1973 fu il giorno del grande sciopero generale. Se ne parlava da giorni e giorni. Studenti e operai uniti nella lotta era lo slogan e le Consapevoli della classe erano state incaricate di preparare lo striscione di apertura del corteo degli studenti che veniva subito dopo quello degli ospedalieri e prima di quello dei post-telegrafonci. Era la mia prima manifestazione da studente. Da studente con i Levi's. Da studente con i Levi's e L'espresso in tasca dei Levi's. Tutti questi particolari colpirono anche la Rouge che ormai mi guardava con un certo interesse. Nell' allestimento dello striscione lavorammo gomito a gomito sotto la guida di Simonetta Barbierato detta Ciclostile. La Barbierato aveva la fissazione dei volantini che altro non erano che i pizzini dell'epoca solo che erano molto più prolissi; somigliavano ai pizzini dei mafiosi per il fatto che in entrambi non si capiva una beata fava, ma la Barbierato sapeva redigerne di portentosi tanto da guadagnarsi sul campo un soprannome (oggi si chiamerebbe nick), così ambito. La sera prima tutti i “compagni” (intendendo per compagni i compagni di classe, cioè della classe operaia e non della 1^B), fecero un giro di telefonate. Organizzare una manifestazione nel 1973 è cosa molto diversa dall'organizzarla oggi. Una volta c'erano gli ideali da portare in piazza ma non c'erano i mezzi, oggi ci sono i mezzi ma non ci sono gli ideali. Comunque sia si doveva usare il telefono.
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