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Tutti hanno finto di comprenderne ragioni profonde e verità esoteriche. Nessuno nei nostri banali anni ha mai pensato che si potesse esimersi dal pronunciare qualche parola davanti al pisciatoio più famoso del mondo. Ma solo Franz davanti al pisciatoio riuscì a rovesciarne il senso e lo scopo con un sonoro: " Fa cagare".

Solo il ragionier Ugo Fantozzi, vero eroe dei nostri giorni (o almeno dei miei), aveva osato tanto davanti alla proiezione de La corazzata Potemkin. Solo che esprimere un giudizio così succinto e provocatorio davanti al Professor Bardi da Firenze era un po' come andare alla Fiesta di San Firmino con una camicia rossa. Infatti Bardi si imbufalì come un toro (sempre che un toro accetti di diventare un produttore di mozzarella). Comunque si arrabbiò. Cominciò a bofonchiare insulti e ingiurie in fiorentino stretto che sembrava Metello quando mise un piede nella calce via. La classe era annichilita, persino le Belle e maledette sembravano meno belle e le Consapevoli del proprio ruolo sembravano avere una crisi di identità. Io mi nascosi dietro una tavoletta da disegno. Solo Franz al centro dell'aula sembrava indifferente all'accaduto, anzi leggermente divertito. Ma il professor Bardi non demordeva e incominciò una tiritera che, per riassumerla succintamente diceva che eravamo degli imbecilli buoni a nulla che si nutrivano solo di televisione e giornaletti da quattro soldi e che mentre i nostri padri si ammazzavano alle catene di montaggio togliendosi il pane di bocca per farci studiare, noi ci beavamo della nostra idiozia e non riuscivamo a capire la natura rivoluzionaria dell'arte moderna che aveva il potere di far detonare tutte le contraddizioni della società capitalista fino al trionfo del proletariato come già ampiamente previsto dal socialismi scientifico di Carlo Marx e Federico Engels. Franz rispose: «Ah sì?» A quel punto le Consapevoli, ripresesi dallo choc, incominciarono ad annuire verso Bardi e le Belle e maledette cominciarono a guardare Franz con lo sguardo iniettato di sangue. Persino le Sorelle Materassi avevano smorzato il sorriso, la moquette blu sembrava impallidire ed anch'io non mi sentivo troppo bene. Ma quel giorno mi fece capire che i Levi's non bastavano, dovevo formarmi una coscienza politica ed estetica e ne parlai a Lalla De Ambus che mi consigliò György Lukàcs. Chiesi chi era e Lalla De Ambus mi ripetè più o meno tutto quello che Il professor Bardi disse a Franz. Poi scoprì che Lukàcs era un filosofo, uno che la sapeva lunga sia di estetica che di lotta di classe.

Devo tuttavia riconoscere che la lotta di classe si manifestava anche attraverso le lezioni del corpo docente. In quel primo sciagurato anno di scuola conobbi anche il professor Libero Borsieri da Milano. 

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