In preda alle incazzature alla Perfida scattava il meccanismo Torre di Babele, solo che mentre i costruttori della torre si trovavano a parlare in idiomi diversi senza più capirsi vicendevolmente, la “Perfida” Tasso incominciava a parlare più lingue contemporaneamente, questo permetteva di essere moderatamente certi che gli insulti in arrivo alla malcapitata cassiera poliglotta andassero a segno.
Il risultato fu che il biglietto collettivo venisse emesso in un battibaleno. La Ville lumiére turistica, ma splendente che si mostrava dalla sommità della Tour Eiffel, è uno di quelli spettacoli che dovrebbero vedere tutti almeno una volta nella vita come il pellegrinaggio a La Mecca. Ci ritrovammo con Monia e Borsieri per la cena, per l’ultima cena (senza pretese di altri paragoni religiosi, naturalmente). Eravamo a Parigi, sazi di buon cibo, di tante emozioni vissute e anche di tante scoperte fatte. Monia fumava il suo odoroso Habana, noi lo seguivamo alla spicciolata nella notte parigina. La brezza della primavera spazzava il Quai des Orfèvres, accanto a lui Libero Borsieri con la pipa come fosse il Commissario Maigret. Le città vivevano dei loro miti artistici e letterari. In quella Parigi torno ancora oggi e vedo tutti loro sempre con me.
Nessun commento:
Posta un commento