Ma l’Azzura era una commissaria esterna che veniva da Roma e che non conosceva gli studenti e men che meno il Luserta. Così lui cercò di arrampicarsi sugli specchi. E’ in questi casi che si vede la bontà dell’animo umano. La commissaria di storia dell’arte non era buona poiché, non solo lo stette ad ascoltare ma lo incitava a continuare sulla via delle scempiaggini più impensabili. «Possiamo dire che la Macinatrice di cioccolato serve a macinare il cioccolato, è un bellissimo oggetto di design che si compone di due parti: la macinatrice e il cioccolato. Ma in questo oggetto è importantissimo il ruolo giocato dall’uomo che deve azionare la manovella per macinare il cioccolato, un esemplare di questo oggetto, se non mi ricordo male, si trova al “Mona” di New York». L’Azzura senza pietà lo incalzava anche se dopo “Il Mona” di New York, Franz disse «Qui il Mona sei tu, Luserta», ma si sa lui aveva sense of humor. Trattenendo a stento il riso la professoressa chiese: «In che senso possiamo dire che la Macinatrice di cioccolato sia una macchina celibe?» la risposta non poteva essere che è una: «Ma scusi, essendo una femmina sarà una macchina nubile semmai. Comunque credo sia rimasta nubile perché non ha ancora trovato una macchina simile per farle compagnia, magari una caffettiera», concluse soddisfatto il Luserta. I compagni che assistevano all’interrogazione del Luserta erano divisi: alcuni ridevano mentre altri confortavano il Luserta. Ridevano le più boriose tra le Belle e maledette e le più carogne tra le Consapevoli del proprio ruolo. Anche le Sorelle Materassi ridevano, ma quella non era una novità. Franz non rideva, diceva che, per ridere, aspettava di vedere quando il marito le avrebbe mollate incinte in mezzo alla strada. Sempre un tantino crudele. Anche se ci fu qualche altra interrogazione gustosa, nulla poteva eguagliare quella del Luserta. Roby Paganelli detta la Rouge che venne interrogata subito dopo sfigurò, poiché dopo un eccesso, nel bene e nel male, la normalità appare sempre prevedibile e, in fondo, mediocre. Via via che passavano quei bollenti giorni di luglio si avvicinava il giorno della mia prova. Fui interrogato il ventiquattro luglio, l’estate era quasi finita e Franz diceva che era già ora di andare per funghi. Il destino volle che fossi l’ultimo e, di conseguenza, la platea fosse sempre più esigua e svogliata.
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