Pagina 64

Questo gruppo che potremmo definire dei "nudi e puri" per fortuna era compensato dagli "intellettuali", quelli che in fondo preferivo, gruppo di cui facevano parte Monia, Bardi, Borsieri ed anche per la modellazione e la scultura Paolo Manini. Scultore eclettico, trovarobe, assemblatore. Mi piacque subito: la scultura poteva essere raccontata partendo dalla Grecia arcaica, attraverso la grande statuaria romana, fino al Quattrocento, al Rinascimento per poi arrivare alla leziosità settecentesca e alla scultura storica dell'Ottocento, per approdare alle avanguardie a al Novecento. Lui invece cominciò dal Big Jim. Un insegnante pop si potrebbe definire. E dopo il giocattolo della Mattel arrivarono, Tinguely, Niky de Saint Falle, Calder, Arp e in un percorso al contrario ci ritrovammo ad avere a che fare con l'Hera di Samo solo pochi giorni prima della maturità. Paolo Manini era gay, come diceva Franz, «Solo un invertito poteva invertire la storia dell'arte», ma a lui la gente troppo prevedibile non andava a genio, e nemmeno a me.

Gli architetti facevano storia a sé. A metà strada tra il genio e la razionalità, erano spesso l'ago della bilancia nei confronti delle idee e nel "dibattito culturale". Tra questi, quello che aveva più il phisique du rôle era certamente Libero Borsieri e non solo per il papillon della "corporazione" degli architetti, lo era in tutto. Non c'era muro che lui non avesse voluto "rimodulare", non c'era spazio da ri-progettare, né territorio sul quale non si dovesse prevedere un intervento. Dalla tasca della giacca spuntavano sempre un piccolo calibro, un rapidograph e una pipa. Più architetto di così...

Ma di architetti ve ne erano altri a cominciare da Franco Brugliano detto Bru-Bru. L'eleganza fatta persona, si occupava solo di arredamenti sui generis yacht, "Wunderkammer" ludotedche, «Ma 'na casa questo quando la fa?», diceva sempre Franz. Era sempre circondato da uno stuolo di adoratrici che erano, solitamente, le ragazze più ricche del liceo che Franz chiamava "le pulcine" e che Bru- Bru che stupido non era, allevava per poi raggiungere loro mamme "le galline" (sempre a detta di Franz), che avevano case sul lago e in montagna, arredate solo da architetti di grido.

Storia dell'arte, come ho già detto era affidata alla professoressa Maria Teresa Durante e alla sua penna Aurora d'oro con custodia nonché al famigerato Carli-Dell'Acqua, un testo ferocemente contestato da tutti i professori di sinistra. La Durante invece sembrava apprezzarlo molto: aveva riproduzioni delle opere solo in bianco/nero ed era un piacere sentire Luigi Mondini detto il Luserta alle prese con il colorismo veneto guardando le illustrazioni del testo che di colore non avevano nemmeno l'ombra. La professoressa Durante, diceva che era meglio così, poiché parlare di colore davanti ad immagini in bianco/nero sarebbe stata "un'ottima palestra per la mente".


Nessun commento:

Posta un commento