Pagina 61 5.L'Avvelenata

L'arrivo della Tasso effettivamente, aveva un po' sconvolto gli equilibri tra i docenti e noi che in quei primi due anni di scuola si erano instaurati. Manuela Tasso era un'insegnante di formazione scientifica, molto chiara nelle spiegazioni ma molto esigente nelle interrogazioni e intransigente nelle valutazioni. Insomma una stronza. Ce ne accorgemmo subito durante una interrogazione quando il povero Luigi Mondini, detto Luserta durante un interrogazione fu passato sulla graticola solo perché ad una domanda di astronomia della Tasso aveva risposto "asterischi" anziché "asteroidi". La perfida Tasso urlava come un'ossessa dicendo che se pensavamo di aver scelto il liceo artistico per evitare di aver a che fare con la scienza avevamo sbagliato indirizzo. Il povero Luserta, che non era poi tanto sveglio disse «Va beh era quasi giusto», facendo sbraitare ancora di più la Tasso.

Insomma, col terzo anno le cose si complicavano poiché a dar man forte alla professoressa Milva Pino di matematica era arrivata anche questa iena. Vestiva come una collegiale aveva una gonna tartan con spilla che chiudeva uno spacco molto castigato, scarpe marca Prosio con fibbia, trench registro sotto il braccio, classica ragazza milanese di buona famiglia. Pare che fosse approdata al liceo grazie al consiglio della nostra professoressa di storia dell'arte, Maria Teresa Durante, quella con la pelliccia di marmotta e la penna Aurora nella custodia. Era sempre sorridente, non amava massacrarci con lo sguardo truce, preferiva sorridere, ma il risultato ero lo stesso. I voti andavano dallo zero all'otto con una spiccata predisposizione per quelli dal quattro in giù. Naturalmente le più brave nella materie scientifiche erano le due sorelle Ragni Desirée e Ragni Evelina, dette le Sorelle Materassi. La Tasso era scientifica anche nelle interrogazioni e nelle votazioni: nessuna interrogazione programmata, voti con media matematica e compiti nella borsa. Cos'erano il compiti nella borsa? Semplice erano una serie di compiti in classe che la Tasso portava sempre con sé e che sottoponeva agli studenti che bigiavano le lezioni. Lei si appostava fuori dai bagni, aspettava le prede e con un colpo secco recapitava loro, seduta stante, il compito di chimica che il malcapitato pensava di aver schivato con una bella bigiata (o come diceva Bardi, "sega a scuola").


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