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«Monna Lisa è vittima del suo mito. È una delle poche vere icone al mondo. Altre? Marylin Monroe, difficilmente riesco a trovarne un'altra. Un'icona non è semplicemente un'immagine famosa. Un'icona è un' immagine "venerata" che è qualcosa di molto diverso. Alle persone non interessa quasi "vederla", vuole "fotografarla" vuole testimoniare di averlo fatto e di essere stato lì. In epoca di macchine fotografiche alla portata di tutti, nessuno resiste alla tentazione. E ancora una volta le teorie di Walter Benjamin appaiono corroborate dalla realtà dei fatti: l'aura dell'opera esiste e come. L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica fu un testo premonitore. Monna Lisa è la grande ammaliatrice dell'umanità. Non reggono il confronto né le rock star, né le pornodive, la Gioconda è lì, è essa stessa la realtà e la sua rappresentazione. Un tempo i meno ferrati nella materia si accontentavano di cercare di svelare il segreto del suo apparente sorriso oppure di spostarsi ingenuamente per vedere se lo sguardo di Monna Lisa li seguisse davvero, oggi non più. Oggi essere al suo cospetto è la miglior testimonianza anche verso sé stessi di non aver sprecato il denaro per fare un viaggio a Parigi, magari da uno sperduto angolo della terra. Insomma è la donna più guardata e ammirata al mondo. Anzi, la donna italiana più guardata e ammirata al mondo».

Praticamente tenne una conferenza. Le Consapevoli erano annichilite, le Belle estasiate, le Sorelle Materassi sorridevano come Monna Lisa, Franz disse : «Monna Lisa è strabica». Ma non era finita lì. Borsieri che finora era rimasto in disparte con la perfida Tasso, tentò il colpo sotto la cintura: «Adesso qualcuno di voi, cari intelligentoni, sa dire chi era Vincenzo Perruggia?». E così mi costrinse al knock-out: «Era il 21 agosto 1911, quando l'italiano Vincenzo Perruggia, dopo essersi nascosto abilmente in uno stanzino di servizio del museo, penetrò nella sala e si impadronì del quadro più famoso del mondo. Dopo averla staccata dalla cornice, uscì dal museo e montò su un autobus per scendere davanti a casa sua in Rue de l'Hopital-Saint-Louis, dove nascose Monna Lisa. Del furto furono anche accusati Guillaume Apollinaire e Pablo Picasso. L'autore del furto fu scoperto nel 1913 quando Perruggia pensò bene di vendere Monna Lisa a un mercante d'arte fiorentino purché restasse in Italia. Perruggia fu arrestato e condannato». Tutti sbalordirono, Franz mi chiese se avessi mangiato la Treccani.

Se la visita al Louvre fu vissuta da tutti o quasi, più come un dovere che come un piacere, l'attesa per vedere la nuova creatura dell'architettura contemporanea cresceva di giorno in giorno. 

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