Franz ormai era diventato come l'oracolo di Delfi. Solo che lui rispondeva anche se non interrogato. Quell'inizio dell'ultimo anno di corso ordinario fu davvero movimentato per la vicepreside Manuela Tasso. La Perfida era comunque uscita indenne da una notevole sfilza di seccature che avrebbero messo a dura prova chiunque, dalle piazze sempre occupate (e alle aule spesso vuote), fino all'arrivo di Luca Zaccagnini detto Elvis che ormai duettava sempre più spesso con Manuele Biancofiore detto Che Guevara e faceva coppia fissa con Paolo Faustino Belletti detto il Maestro.
Come in una routine collaudata, a ottobre ci si salutava, a novembre e dicembre si lottava, dopo le feste si cercava di salvare l'anno e in primavera si pensava alle gite. Era per noi il quarto anno di corso ordinario, dopo, per i nostalgici c'era ancora la possibilità di frequentare il quinto anno integrativo. Quasi nessuno lo frequentava per deliberata volontà di
Nel marzo di quell'anno Monia e Borsieri stavano progettando di portarci in gita. L’ultimo anno, per nessun motivo al mondo era possibile non pensare alla gita. Erano in ballo tre mete: Roma, Barcellona e Parigi. A Roma avrebbe voluto andare Borsieri per via del Tempietto di San Pietro in Montorio di Donato Bramante, il cosiddetto "Partenone del Rinascimento".
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