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Dopo Bruno Munari venne e tenere una serie di incontri con gli studenti anche Mario De Micheli. Le pagine dei libri si stavano personificando. Era la prima volta che vedevo qualcuno che avesse scritto dei libri. Era una sensazione strana. Quando portavo i pantaloni Facis pensavo che le persone che avessero scritto dei libri fossero tutte morte e sepolte, anzi qualche volta dubitavo anche che qualcuno li avesse realmente scritti mentre ero sicurissimo che qualcuno li avesse davvero letti. Bruno Munari arrivò a piedi dalla stazione ferroviaria che distava poco dalla sede del liceo. Entrò nella più grande aula di modellato accompagnato da Monia e Borsieri visivamente soddisfatti.

Era un uomo mite, con il tono di voce calmo e pacato, tanto per intenderci esattamente il contrario di quello della perfida Tasso che però lo accolse con grande cordialità facendo gli onori di casa e avvisandoci che Munari o non Munari, al primo segno di "cagnara" saremmo stati passati per le armi (per lei la scuola era così o non era).

Non ci fu bisogno delle armi, Munari affascinò subito tutti con una pelle di cipolla proiettata attraverso il vetrino di una diapositiva. Munari proiettava "diapositive preparate"; tra i due vetrini venivano inseriti materiali vari la cui proiezione su uno schermo dava vita a mondi immaginari e a paesaggi lunari. Persino Franz ammutolì e per fare ammutolire Franz occorreva essere o dei geni o degli ipnotizzatori (o magari tutte e due le cose). Il "piccolo grande uomo" ci parlò di tante cose ed io che occupavo un posto in prima fila potei fargli un sacco di domande. Lui non era uno che si fidava molto di quelli che indossavano eskimo o trench; o almeno non ci badava e a mio modo di vedere non gli sarebbe importato molto anche dei pantaloni Facis. Munari non era un esteta, era un “creativo” ma lo era quando ancora il termine “creativo" non esisteva. Cosa creava Munari? Immagini mentali, assonanze visive, oggetti immaginari; non ci invitava a sognare ma ad osservare l'esistente. I suoi sogni erano negli oggetti di tutti i giorni. Lui che fu tra gli inventori del concetto di design era esattamente il contrario di un designer o almeno dei designer di oggi, tutti presi da sé stessi più che dagli oggetti creati. Proponeva di istituire "Il compasso d'oro ad ignoti" (il compasso d'oro è il più importante premio che si attribuisce al miglior designer dell'anno). Munari considerava geniale l'inventore della sedia a sdraio che si vedeva in quegli anni su tutte le spiagge: molto resistente, comoda, occupava poco spazio e, non da ultimo, era molto economica. Le Belle per aver sottolineato la poeticità della sedia sdraio, le Consapevoli ammiravano Munari per aver posto l'attenzione su un oggetto fatto per le masse popolari, le Sorelle Materassi sorridevano perché secondo Franz i “materassi” erano parenti delle sedie a sdraio.


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