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Del resto questa non fu che la prima uscita in grande stile in un teatro importante; negli anni successivi la professoressa Manuela Tasso di scienze e chimica, grande appassionata di teatro ci portò spesso al Piccolo Teatro e al Teatro Lirico di Milano, ma le sue raccomandazioni erano molto stringate: «Se fate cagnara vi sbatto fuori a calci nel culo e il giorno dopo vi interrogo su tutta la chimica inorganica», il "metodo Montessori", insomma.

Nella platea le luci si stavano abbassando e Franz sbadigliava già sonoramente. Va detto che ascoltare Stockhausen a quindici o sedici anni potrebbe risultare magari un po' impegnativo, ma abbiamo avuto la fortuna o sfortuna, dipende dai punti di vista, di avere un corpo docente a metà tra l'Afrika Korps e l'armata Brancaleone. Dell'Afrika Korps facevano indubbiamente parte a pieno titolo Giorgio Monia, Libero Borsieri, Andrea Bardi, Sebastiano Masselli, Salvatore Pescofiorito, Milva Pino ed ora anche la professoressa Manuela Tasso. Dell'armata Brancaleone gli altri.

Mentre i primi armonici di Ziggurat salivano dal golfo mistico tutti ci rendemmo conto che avevamo davanti qualche oretta di sofferenza e, prevedibilmente, qualche settimana di reprimende. La coreografia di quel tale con il nome che sembrava un wiskey, Glen Tetley non erano poi così male, le scene, le luci e l'insieme del teatro sprofondato nella notte veneziana, tutto, mi emozionava profondamente. Certo non era come ascoltare Mino Reitano con i calabresi che festeggiavano San Pantaleone nel mio quartiere e nemmeno come sentire Manuele Biancofiore detto Che Guevara che suonava Satisfaction, ma del resto io non ero nemmeno più quello con i pantaloni Facis, se vogliamo essere precisi.

All'intervallo le luci che si riaccendevano mentre la platea applaudiva in estasi la seconda galleria appariva nel seguente modo: nelle prime file Monia, Bardi, Borsieri e la Perfida Tasso applaudivano convinti (anche se, secondo me la Tasso di musica contemporanea non capiva una cippa, ma avendo un ferreo senso del dovere, applaudiva con i colleghi). Nella seconda fila le Belle e maledette, con i capelli sciolti sulle spalle, facevano "occhioni" per simulare il rapimento estetico; al loro fianco sulla sinistra le Consapevoli del proprio ruolo capeggiate da Roby Paganelli detta la Rouge cercavano un ciclostile per produrre volantini da gettare dalla galleria alla platea con scritto: «Stockhausen servo dei padroni!». Dietro di loro le Sorelle Materassi sorridevano, i maschietti sbadigliavano, Franz applaudiva convinto. Franz applaudiva convinto? Com'era possibile? 


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