Borsieri era l’esatto contrario di Franco Brugliano detto Bru-Bru, due modi di concepire l’architettura e la progettazione agli antipodi. Mentre Borsieri si occupava del valore simbolico dell’architettura e, appunto della sua funzione sociale, Bru-Bru si occupava solo di chi avrebbe potuto pagare una parcella all’architetto. Anche nelle lezioni dei due docenti rivolte alle rispettive classi queste due visioni dell’architettura si percepivano, non per nulla Bru- Bru insegnava nella classe dei nostri nemici. Anche nella nostra classe però qualche emulo di Bru- Bru c’era: Cristina Bentivegna detta Limousine era una di questi. Lei non sopportava di dover sentir parlare di Bauhaus o di Metzleinstalerhof o del Karl-Marx-Hof, a Vienna, complessi di case operaie che hanno fatto la storia dell’architettura (almeno quella sociale appunto). La Limousine avrebbe voluto progettare solo piscine; per lei la piscina era un po’ come la brioche per Maria Antonietta, la gente non era felice perché viveva in case senza piscine (io ero felice perché non avevo la piscina ma almeno avevo il gabinetto). Insomma, il dibattito ferveva e le complicazioni dell’architettura sociale alla fine ricadevano su di noi. Tutto questo per colpa di Trinacria e per quella "disturbata della Ferrarese", Franz dixit.
I mesi passavano veloci e dopo i Levi's e l'eskimo, adesso avevo anche le mie belle Clarke. Quando entrai in casa con le mie nuove scarpe la mamma Angelica e mio papà Renato mi guardarono con profondo disprezzo. Ma ormai io non ero più il bambino nato oltre la ferrovia e in mezzo alle rane. Io ero uno studente del liceo artistico e questo non era cosa da poco. Così spiegai a quei due "sottoproletari" che le Clarke furono create nel 1825 da Cyrus e James Clark e che il modello Desert Boot fu calzato da Steve Mc Queen nel famoso film La Grande fuga e poi furono ai piedi degli studenti sul Boul Mich nel maggio francese. Mio padre disse che se avessi fatto l'Istituto Tecnico Industriale “Ettore Villa” a quest'ora avrei avuto ai piedi un bel paio di scarpe anti- infortunistiche che non mi avrebbero fatto somigliare a un deficiente. Nei suoi giudizi apodittici, a volte, mio padre mi ricordava un po' Franz.
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