Un giorno entrò in classe e ci disse: «Il professor Bardi, il professor Borsieri ed io abbiamo pensato di proporvi una visita a Venezia. Naturalmente noi visiteremo un'altra Venezia, quella che le vostre famiglie non vi mostreranno mai. Andremo ai Giardini della Biennale per il settore teatro-musica perché sia chiaro, che le arti vivono ormai in un contesto pluri-disciplinare e che se fosse per i programmi scolastici ministeriali voi rimarreste qui dentro a baloccarvi su quattro foglie morte, due bottiglie e una modella con la cellulite. Invece avete avuto la fortuna di incontrare me e i colleghi Bardi e Borsieri, fortuna della quale nemmeno vi rendete conto. Comunque sia, oltre alla Biennale teatro-musica, vi porteremo a visitare la casa di Peggy Guggenheim, naturalmente, saprete di chi sto parlando». Sapevamo di chi stava parlando? No, non lo sapevamo, ma ormai avevamo capito dove si sarebbe andati a parare e, dalle Belle alle Consapevoli, dalle Sorelle Materassi a Manuele Biancofiore detto Che Guevara, tutti annuivano leggermente col capo. Ma Monia era quello che, in linguaggio studentesco, si dice benevolmente, un po' bastardo e allora si grattò la barba, tolse l'Habana dalle labbra, guardò Manuele Biancofiore e disse: «Per esempio, tu sai vero, chi è Peggy Guggenheim?». Manuele si girò verso le Belle e maledette sedute appena dietro le quali si girarono verso le Consapevoli del proprio ruolo che a loro volta interrogarono con lo sguardo le Sorelle Materassi che sorridendo fissarono Franz che disse: «No».
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Ci salvò la campanella ma era evidente che la questione non fosse finita lì, Monia non era il tipo da
sorvolare su simili sacche di ignoranza, infatti all'ingresso di Bardi, come in un passaggio di
consegne, Monia lo informò del fatto inaudito: nessuno di noi conosceva Peggy.
E così cominciò il supplizio (parte seconda). Il Torquemada di turno che era Bardi, ricominciò il
giro di domande con una considerazione: «Io credo che se si sceglie un percorso di studi artistici
non si possa prescindere da un motivato interesse verso certe tematiche». Bardi si aggirava nell'aula
con le mani dietro alla schiena e fissava di volta in volta tutti con lo sguardo minaccioso. Faceva
lunghe pause silenziose anzi, "silenziate" cercando di trattenersi, ma stava per esplodere e infine
cedette: «Ma ssicché voi non si sa nemmeno chi l'é la Peggy Guggenheim! Gli vien da chiedersi se
conoscete almeno il nome della vostra mamma e del vostro babbo!»
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